Gianluca Melandri si è laureato in Lettere Classiche (2002) e specializzato in Archeologia (2006) presso Università degli Studi di Milano. E' dottore di ricerca in Etruscologia (Università di Roma “Sapienza", 2010). Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali (PPE, AIAC, CeC) ed è membro del Comitato scientifico del convegno "Antropologia e Archeologia a confronto". Ha tenuto un corso di aggiornamento sulle tecniche statistiche applicate all'archeologia presso l'istituto ISCIMA-CNR. Attualmente collabora con il dipartimento di Scienze dei Beni culturali e ambientali dell’Ateneo milanese ed è cultore della materia in Metodologie della ricerca archeologica. Ha scavato in siti preromani (Tarquinia, Populonia, Guardamonte, Forcello di Bagnolo S. Vito, Bazzano) e romani (Milano, Verdello). Le sue ricerche vertono sull’Abruzzo e la Campania preromana e su questioni di teoria e metodo. Tra le pubblicazioni, si ricorda la monografia “L’età del ferro a Capua. Aspetti  distintivi  del  contesto  culturale  e  suo inquadramento  nelle  dinamiche  di  sviluppo  dell’Italia  protostorica” (Oxford, 2011) e gli articoli "Un esempio di pianificazione funeraria nella necropoli di Bazzano (AQ)" (in Mediterranea IX, 2012); “Alla caccia del quantum per un problema archeologicamente mal posto: il caso di studio dei lingotti a forma di pelle di bue nel Mediterraneo” (in Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica 58, 2012); “La donna e il potere a Capua tra ostentazione suntuaria e ritualità funebre: il caso della tomba Fornaci 722 di età orientalizzante”, (in Dalla nascita alla morte: Antropologia e Archeologia a confronto, atti convegno Roma, 2011).








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